Archive for April, 2009
giopas.eu su “Il Bloggatore”
by giopas on Apr.18, 2009, under giopas e dintorni, Il Bloggatore, internet
Ieri, preso da un’inusitata attività su questo blog (ho addirittura scritto un post e cambiato skin!), ho anche deciso di iscrivere il blog a “Il Bloggatore”
Hp preso tale decisione non tanto per mania di protagonismo, ma perché da questo blog potrebbe eventualmente uscire qualche idea/spunto/riflessione che potrebbe interessare più dei 3-4 visitatori settimanali (inclusi gli spiders!) che ho “collezionato” fino a questo momento.
In particolare, ho scelto questo aggregatore di feeds – che leggo da tempo – perché è di ampio respiro e ben si adatta (per ora) ai diversi argomenti che di tanto in tanto tratto su questo blog.
Anzi, mi scuso fin d’ora con i lettori se talvolta andrò “fuori dal seminato informatico”.
Buona lettura!
Anzi, perché non cominciare proprio da questo post?
enjoy, ![]()
giopas
Pirate Bay condannato in primo grado (riflessioni)
by giopas on Apr.18, 2009, under giopas e dintorni, internet, real life, riflessioni, torrent, working experiences
E’ di oggi la notizia che gli amministratori del sito Pirate Bay sono stati giudicati colpevoli dalla corte di primo grado svedese per aver aiutato gli utenti del sito ad infrangere il diritto d’autore.
In attesa di leggere (in inglese) le motivazioni della sentenza, vorrei cogliere l’occasione per riflettere su una questione di principio.
Oggi ho letto l’articolo di Gabriele Niola su Punto Informatico, nel quale si afferma (tra l’altro) come per il 60% degli intervistati l’utilizzo indebito di prodotti coperti dal diritto d’autore non sia percepito come un reato, benché in effetti lo sia. Quello che colpisce è quindi la percezione (o meglio, la convinzione) ormai diffusa dell’esistenza di uno “scollamento” tra il principio morale sottostante e la norma giuridica.
Non sono un idealista, e ben comprendo come non sempre il principio morale e la norma giuridica possano andare di pari passo. Infatti, compito della norma giuridica è di mettere ordine alla massa di principi morali, di categorizzarli e di dare eventualmente loro un ordine gerarchico in caso di conflitto. Questo è il grande dilemma del legislatore e – limitatamente all’ultimo caso, qualora vi sia stata inerzia del legislatore – dell’organo giudicante.
Tale dilemma, inutile a dirsi, non è limitato solamente al caso di specie (il fenomeno della pirateria). Basti pensare ad altri dilemmi etico/giuridici, quali il diritto all’aborto e il diritto alla vita; il diritto alla morte e l’obbligo del medico a prestare tutte le cure necessarie. Solo per citare i casi più recenti.
Per tornare a noi, oggi abbiamo assistito all’ennesimo scontro tra due lobby preposte a difendere interessi diversi: da una parte il diritto a aver riconosciuti i proventi del proprio lavoro o opera di ingegno e dall’altro il diritto alla libera informazione e alla cultura.
Senza scendere ulteriormente nei dettagli del caso in questione (che invece assumeranno rilievo maggiore in sede di appello), vorrei soffermarmi sul seguente problema. Nell’ottica di una “gerarchizzazione” dei principi morali, quale dei due diritti deve prevalere nella norma giuridica?
I governi (francese, italiano, sud coreano, neozelandese, svedese, etc…) ultimamente sembrano non essersi posti eccessivamente il problema, ed anzi hanno appoggiato senza porsi eccessive domande le richieste della lobby – in senso generico e non dispregiativo – del primo principio morale. Certamente questo interesse è anche dovuto a precedenti accordi internazionali intercorsi tra i Membri del WTO e della WIPO e che sono tesi alla salvaguardia dei diritti di proprietà intellettuali, e pertanto devono essere ottemperati. Tuttavia, nonostante alcuni tavoli negoziali di dubbia autenticità e deludente efficacia (almeno in Italia), l’impressione è che il dibattito a livello istituzionale non si sia mai veramente preoccupato di affrontare il nocciolo del problema.
Per evidenti ragioni contrapposte di interessi, l’ “altra lobby” ha invece cercato (anche) recentemente di affrontare il problema, senza però riuscire a far parlare di sé nei maggiori circuiti informativi (stampa, TV e radio) più che come evento folkloristico.
Come contemperare quindi questi due diritti nella realtà odierna? La soluzione non è certo facile e richiede un’attenta e “laica” operazione di discernimento.
In definitiva, il mio personale auspicio è che si crei un VERO think-tank, a cui partecipino tutte le lobby interessate (inclusi gli ISP, il governo, le associazioni di categoria), che sia in grado di gettare le basi teoriche per una rivisitazione della disciplina del diritto d’autore capace di contemperare la salvaguardia di questi due diritti e interessi.
enjoy, ![]()
giopas

