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giopas e i Rom

by on May.30, 2008, under Linux

Questa sera ascoltando De Andrè sono capitato sul discorso “Princesa e i Rom” dell’album “Ed avevamo gli occhi troppo belli” del 2001 (una raccolta postuma).

Come già fatto da qualcuno e qualche mese fa da qualcun altro riporto qui di seguito le frasi del celeberrimo cantautore italiano, con la precisa intenzione di contribuire in minima parte ad attenuare il clima ostile creatosi in quest’ultimo periodo verso questa popolazione, alla quale mi sento legato fin dall’infanzia: quando ho avuto come compagno di classe il mio amico rom Baretta.

“(…) è il caso del popolo Rom, quello che noi volgarmente chiamiamo “Zingari” prendendo a prestito il termine da Erodoto, che li chiamava “Zinganoi” – diceva che era un popolo che veniva dal sud-est asiatico, dall’India, che parlavano una strana lingua – che poi si è scoperto essere il Sanscrito – e che facevano un mestiere (se mestiere lo si può considerare): quello del mago e dell’indovino.
E’ quindi un popolo che gira il mondo da più di 2000 anni, afflitto o affetto – io non so come meglio dire, ma forse semplicemente affetto – da quella che gli psicologi chiamano “dromomania”, cioè la mania dello spostamento continuo, del viaggiare, del non fermarsi mai in un posto. E’ un popolo, secondo me, che meriterebbe – per il fatto, appunto, che gira il mondo da più di 2000 anni senza armi – meriterebbe il premio per la pace in quanto popolo.
Purtroppo i nostri storici – e non soltanto i nostri – preferiscono considerare i popoli non soltanto in quanto tali ma in quanto organizzati in nazioni, se non addirittura in stati, e si sa che i Rom – non possedendo territori – non possono considerarsi né una nazione né uno stato. Mi si dirà che gli zingari rubano; è vero, hanno rubato anche in casa mia. Si accontentano, però, dell’oro e delle palanche; l’argento non lo toccano perchè secondo loro porta male, lascia il nero – quindi vi accorgete subito se siete stati derubati da degli zingari. D’altra parte si difendono come possono; si sa bene che l’industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali. Buona parte dei Rom erano e sono ancora artigiani, lavoratori di metalli (in special modo del rame), addestratori di cavalli e giostrai – tutti mestieri che, purtroppo, sono caduti in disuso. Gli zingari rubano, è vero, però io non ho mai sentito dire – non l’ho mai visto scritto da nessuna parte – che gli zingari abbiano rubato tramite banca. Questo è un dato di fatto.”

Che dire? Sicuramente queste parole non risolvono il complesso problema della convivenza e dell’integrazione (nella salvaguardia delle reciproche tradizioni/necessità) tra i cittadini italiani ed i rom. Tuttavia spero che citare un “Maestro” serva a qualcuno per farlo fermare a riflettere sull’intera problematica cercando di astrarsi dai fatti di cronaca che ossessivamente (e che ancora e solo per qualche settimana ancora, com’è solito nella stampa) ci vengono sottoposti.

enjoy, ;)
giopas

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