Cloud estremo: Dropbox, Ubuntu One e Google Drive
by giopas on Apr.26, 2012, under Il Bloggatore, internet
Da un paio di giorni è uscito il nuovo Google Drive, teso a completare l’offerta cloud-centrica di Mountain View e da buon utizzatore di praticamente tutti i servizi di BigG non ho potuto fare a meno di correre ad installarlo.
Non voglio dilungarmi troppo però, come altre persone sicuramente più accuratamente di quanto potrei fare io, sui dettagli di questo nuovo servizio. Quello di cui vorrei scrivere è semplicemente la risposta ad una semplice domanda: come sicronizzare tra loro Dropbox, Ubuntu One e Google Drive?
Quale sarebbe lo scopo di far ciò, mi direte (giustamente)? Forse nessuno, se non la quasi certezza – a fronte di una quasi totale espropriazione dei propri files – di non dover più dipendere da un solo fornitore di servizi cloud: in poche e semplici parole “anche se Dropbox, Ubuntu o Google chiudono inaspettatamente il loro servizio” io avrò sempre accesso ai miei files.
Non penso di convincervi con questa piccola argomentazione (visto che non lo sono interamente neanche io, dato che da un lato trovo il cloud PRATICO, dall’altro lo trovo un’ESPROPRIAZIONE), tuttavia voglio indicare i passi per sincronizzare i tre servizi in pochi semplici passi.
1. Se si ha già uno (o più) servizi installati sul proprio pc, chiuderli.
2. Fare una copia di backup della cartella (es. Dropbox) in un posto sicuro (in un’altra directory o su chiave usb).
3. Scaricare il piccolo client (per Windows o Mac per ora) di Google Drive (qui) ed installarlo.
4. Durante l’installazione sarà creata una cartella di sistema chiamata “Google Drive” nella quale, una volta loggati con le proprie credenziali Google, verranno scaricati i documenti già presenti in Google Docs.
5. Creare nella cartella “Google Drive” una nuova cartella (ad es. chiamata “Sync”)
6. Avviare il client di Dropbox, andare nelle opzioni (tasto destro sull’icona nella taskbar di windows) e, andando nell’ultimo tab “Avanzate”, spostare la cartella di Dropbox nella cartella appena creata “Sync”.
7. Avviare il client Ubuntu One ed aggiungere la cartella “Sync” tra le cartelle da sincronizzare.
Fatto!
Il problema, a seguito del quale ho quindi scelto di scrivere questi appunti, è che purtroppo con il client di Google Drive NON è possibile cambiare la cartella di riferimento. Ciò che è invece possibile con Dropbox e Ubuntu One (entrambi dei prodotti più maturi da questo punto di vista).
Molto probabilmente questa funzionalità sarà aggiunta in futuro, insieme – spero – ad una migliore gestione dei conflitti di sincronizzazione (adesso Google Drive si blocca e non è capace di ripartire o decidere come risolvere il conflitto).
Buon cloud a tutti!
giopas
Oggi sciopero
by giopas on Jul.13, 2009, under giopas e dintorni, Il Bloggatore, internet

Adesione all’appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana.
[OT] Trovare o perdere se stessi
by giopas on Jun.23, 2009, under giopas e dintorni, real life, riflessioni

- Devo andare che sono in ritardo…
- Per che cosa?
- Non lo so ancora. Ma devo andare.
Firefox 3.5 e HTML5
by giopas on Jun.20, 2009, under Il Bloggatore, internet
Negli ultimi giorni si legge sempre più spesso della prossima (tra una decina di giorni, circa) release del panda rosso. Ed è con grande trepidazione, probabilmente anche più della 3.0, che l’attendo vista l’implementazione della prima revisione pubblica dell’HTML5. Il mio ibook (dual-usb, 500Mhz, ppc) del 2001 potrebbe infatti tornare a nuova vita durante le sue lente sessioni di navigazione.
La novità più evidente dell’HTML5 è infatti la possibilità di aggiungere video alla pagina web con un semplice ““, senza dover per forza ricorrere ad interpreti esterni quali flash, quicktime o windows media player.
Come detto tuttavia la definizione del nuovo linguaggio è ad uno stadio non ancora definitivo, pertanto differenti idee sono sorte per far uso di questa nuova possibilità nel caso in cui il browser utilizzato dal visitatore del sito non supporti il linguaggio HTML5.
In particolare, per quanto riguardo i video, Mozilla ha optato per “embeddare” i flussi video in un javascript, ciò che renderebbe forse più semplice la restrutturazione dei siti, ma potrebbe esporre il fianco ad eventuali attacchi XSS. Tuttavia, leggendo su OsNews, Kroc Camer, editorialista di OsNews, ha proposto un nuovo metodo di fall-back che ha chiamato “Video for everybody”. Seguendo tale metodo, nel caso in cui un utente non possa visualizzare il video “taggato” in html5 (e usando presumibilmente il codec aperto OGG/Theora), automaticamente il browser cercherà di visualizzare il video in Flash. In caso di nuovo fallimento (es, nel caso in cui nel pc non sia installato il plugin flash), il filmato sarà aperto in Quicktime (quindi anche gli iphone potrebbero visualizzare, ad es. youtube!), e in caso di fallimento, un messaggio “autoesplicativo” apparirà allo schermo.
I vantaggi di questo secondo approccio sarebbero presto detti:
1. il tag
Per maggiori informtazioni, raccomando di leggere l’articolo su OsNews e, soprattuto, di vedervi il video di presentazione effettuato da Krock!
enjoy, ![]()
giopas
[Hadopi] The failure of the 3 strikes principle
by giopas on Jun.10, 2009, under internet, p2p
I’m pleased to read the French Court decision on the so called “Hadopy law”.
It is particularly interesting to read point 21 (not rejected by the Court) and point 27:
21. Considérant que, selon les requérants, la loi déférée opère une conciliation manifestement déséquilibrée entre la protection des droits d’auteur et le droit au respect de la vie privée ; que l’objectif poursuivi par le législateur nécessiterait la mise en oeuvre de mesures de surveillance des citoyens et l’instauration d’un ” contrôle généralisé des communications électroniques ” incompatibles avec l’exigence constitutionnelle du droit au respect de la vie privée ; que les requérants font valoir que les pouvoirs reconnus aux agents privés, habilités à collecter les adresses des abonnés suspectés d’avoir partagé un fichier d’oeuvre protégée, ne sont pas encadrés par des garanties suffisantes ;
27. Considérant que la lutte contre les pratiques de contrefaçon sur internet répond à l’objectif de sauvegarde de la propriété intellectuelle et de la création culturelle ; que, toutefois, l’autorisation donnée à des personnes privées de collecter les données permettant indirectement d’identifier les titulaires de l’accès à des services de communication au public en ligne conduit à la mise en oeuvre, par ces personnes privées, d’un traitement de données à caractère personnel relatives à des infractions ; qu’une telle autorisation ne saurait, sans porter une atteinte disproportionnée au droit au respect de la vie privée, avoir d’autres finalités que de permettre aux titulaires du droit d’auteur et de droits voisins d’exercer les recours juridictionnels dont dispose toute personne physique ou morale s’agissant des infractions dont elle a été victime ;
In fact, the 21st paragraph seems to perfectly fit with my analysis (sorry, in Italian), whether the 27th paragraph underlines the struggle between intellectual property and privacy rights, where – in the opinion of the Court – the latter has to prevail (or to be defended).
Even if I am sure that the French government will emend this law as least as possible, the fact that the principle of supremacy of the privacy right toward intellectual property right has been ratified for the first time by an European supreme court (and in accordance with EU Parlement) is a major win for all citizens.
enjoy, ![]()
giopas
giopas.eu su “Il Bloggatore”
by giopas on Apr.18, 2009, under giopas e dintorni, Il Bloggatore, internet
Ieri, preso da un’inusitata attività su questo blog (ho addirittura scritto un post e cambiato skin!), ho anche deciso di iscrivere il blog a “Il Bloggatore”
Hp preso tale decisione non tanto per mania di protagonismo, ma perché da questo blog potrebbe eventualmente uscire qualche idea/spunto/riflessione che potrebbe interessare più dei 3-4 visitatori settimanali (inclusi gli spiders!) che ho “collezionato” fino a questo momento.
In particolare, ho scelto questo aggregatore di feeds – che leggo da tempo – perché è di ampio respiro e ben si adatta (per ora) ai diversi argomenti che di tanto in tanto tratto su questo blog.
Anzi, mi scuso fin d’ora con i lettori se talvolta andrò “fuori dal seminato informatico”.
Buona lettura!
Anzi, perché non cominciare proprio da questo post?
enjoy, ![]()
giopas
Pirate Bay condannato in primo grado (riflessioni)
by giopas on Apr.18, 2009, under giopas e dintorni, internet, real life, riflessioni, torrent, working experiences
E’ di oggi la notizia che gli amministratori del sito Pirate Bay sono stati giudicati colpevoli dalla corte di primo grado svedese per aver aiutato gli utenti del sito ad infrangere il diritto d’autore.
In attesa di leggere (in inglese) le motivazioni della sentenza, vorrei cogliere l’occasione per riflettere su una questione di principio.
Oggi ho letto l’articolo di Gabriele Niola su Punto Informatico, nel quale si afferma (tra l’altro) come per il 60% degli intervistati l’utilizzo indebito di prodotti coperti dal diritto d’autore non sia percepito come un reato, benché in effetti lo sia. Quello che colpisce è quindi la percezione (o meglio, la convinzione) ormai diffusa dell’esistenza di uno “scollamento” tra il principio morale sottostante e la norma giuridica.
Non sono un idealista, e ben comprendo come non sempre il principio morale e la norma giuridica possano andare di pari passo. Infatti, compito della norma giuridica è di mettere ordine alla massa di principi morali, di categorizzarli e di dare eventualmente loro un ordine gerarchico in caso di conflitto. Questo è il grande dilemma del legislatore e – limitatamente all’ultimo caso, qualora vi sia stata inerzia del legislatore – dell’organo giudicante.
Tale dilemma, inutile a dirsi, non è limitato solamente al caso di specie (il fenomeno della pirateria). Basti pensare ad altri dilemmi etico/giuridici, quali il diritto all’aborto e il diritto alla vita; il diritto alla morte e l’obbligo del medico a prestare tutte le cure necessarie. Solo per citare i casi più recenti.
Per tornare a noi, oggi abbiamo assistito all’ennesimo scontro tra due lobby preposte a difendere interessi diversi: da una parte il diritto a aver riconosciuti i proventi del proprio lavoro o opera di ingegno e dall’altro il diritto alla libera informazione e alla cultura.
Senza scendere ulteriormente nei dettagli del caso in questione (che invece assumeranno rilievo maggiore in sede di appello), vorrei soffermarmi sul seguente problema. Nell’ottica di una “gerarchizzazione” dei principi morali, quale dei due diritti deve prevalere nella norma giuridica?
I governi (francese, italiano, sud coreano, neozelandese, svedese, etc…) ultimamente sembrano non essersi posti eccessivamente il problema, ed anzi hanno appoggiato senza porsi eccessive domande le richieste della lobby – in senso generico e non dispregiativo – del primo principio morale. Certamente questo interesse è anche dovuto a precedenti accordi internazionali intercorsi tra i Membri del WTO e della WIPO e che sono tesi alla salvaguardia dei diritti di proprietà intellettuali, e pertanto devono essere ottemperati. Tuttavia, nonostante alcuni tavoli negoziali di dubbia autenticità e deludente efficacia (almeno in Italia), l’impressione è che il dibattito a livello istituzionale non si sia mai veramente preoccupato di affrontare il nocciolo del problema.
Per evidenti ragioni contrapposte di interessi, l’ “altra lobby” ha invece cercato (anche) recentemente di affrontare il problema, senza però riuscire a far parlare di sé nei maggiori circuiti informativi (stampa, TV e radio) più che come evento folkloristico.
Come contemperare quindi questi due diritti nella realtà odierna? La soluzione non è certo facile e richiede un’attenta e “laica” operazione di discernimento.
In definitiva, il mio personale auspicio è che si crei un VERO think-tank, a cui partecipino tutte le lobby interessate (inclusi gli ISP, il governo, le associazioni di categoria), che sia in grado di gettare le basi teoriche per una rivisitazione della disciplina del diritto d’autore capace di contemperare la salvaguardia di questi due diritti e interessi.
enjoy, ![]()
giopas
Quando il virtuale contribuisce al reale
by giopas on Feb.14, 2009, under giopas e dintorni, real life, working experiences
E’ da un bel po’ che questo sito è abbandonato a se stesso, in balìa degli spiders dei motori di ricerca.
Eppure i miei interessi sul mondo informatico (la maggior componente del mio “alter-ego virtuale”) non sono sopiti, anzi hanno preso un posto importante sulla mia “vita reale”, ed in particolare in quella lavorativa.
Chi infatti avrà letto il primo post di questo blog avrà capito che non sono un informatico di formazione/professione o natura!
Eppure ultimamente nel mio day-to-day lavorativo mi sono ritrovato più volte a trarre utile vantaggio delle mie self-made-conoscenze/ignoranze informatiche. Il tutto salvaguardando una particolare attenzione alle soluzioni open presenti sulla piazza!
E’ così che ad esempio negli ultimi mesi, volendo la piccola società nel quale lavoro creare un sondaggio finanziario, ho installato e configurato l’ottimo Limesurvey, ed ho consigliato l’uso di OrangeHRM per la gestione delle informazioni sul personale (proposta per ora non ancora approvata).
Ma la luna di miele tra “il mio alter-ego virtuale” e “il mio mondo reale” non si è in realtà fermato qui. Da qualche settimana infatti ho saputo di aver passato l’esame per ottenere la certificazione di auditor dei sistemi informatici (CISA) promosso dall’associazione americana ISACA, ed ho cominciato quindi ad occuparmi, tra le altre cose, di revisione dei sistemi informatici.
Ecco spiegato quindi il motivo del titolo del post: d’ora in poi le ore perse in questi anni davanti ad uno schermo del pc saranno in buona misura utili nella mia vita lavorativa, ovviamente a seconda delle necessità dei clienti!
E’ una piccola grande soddisfazione personale quella di fare di un passatempo un utile strumento di lavoro. Certo, tanto ho ancora da imparare (anzi!) – come ad esempio imparare a fare delle revisioni di server Microsoft oltreché linux, mettere le mani in un database per verificarne la corretta configurazione, utilizzare strumenti di auditing, studiare standards internazionali e configurazioni informatiche complesse – ma grazie alla mia innata curiosità e ovviamente grazie ad un bel po’ di pazienza nello studiare tuttti i tipi di materiale che mi si presenteranno sotto gli occhi, sono sicuro che riuscirò a cavarmela!
enjoy, ![]()
giopas
[Eng-video] Net neutrality
by giopas on Aug.04, 2008, under internet
Girovagando per il net (alla ricerca di news dei Radiohead) sono capitato su questo interessantissimo video sulla neutralità della rete.
Buona visione.
giopas



